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4 giugno 2011-24 ottobre 2015. Notti del Quadrilatero, notti del Rainbow.

 

Dopo quattro anni, quattro mesi e venti giorni il Rainbow, il locale che ha ospitato la gran parte delle nostre iniziative, chiude definitivamente. E’ la fine di un periodo “storico”. Storico, nel senso che più di quattro anni, per chi lo ha frequentato assiduamente, sono una quantità di tempo più che sufficiente per contrassegnare una parte della propria storia individuale, soprattutto se si considera che stiamo parlando di un luogo a dir poco speciale. Un luogo dove sono confluite situazioni ed esperienze variegate, dove i frequentatori abituali si sono sempre sentiti un po’ (e forse anche più di un po’) a casa propria. Un luogo dove la comune frequentazione serale di un locale pubblico, dopo una certa ora, quasi trasfigurava in una sorta di sospensione del tempo, dalla quale era difficile uscire, le notti del Rainbow, appunto. Notti di discussioni a dir poco impegnative, di chiacchiere piacevolmente a vuoto, di presenze qualche volta inquietanti, talvolta enigmatiche, molto spesso amichevoli e gioviali. Di là dal contenuto logico dei discorsi e dal reale svolgersi di episodi di vario genere, sullo sfondo, una sensazione incomunicabile (chi ce l’ha se la tiene e gli altri stanno senza) data dall’atmosfera emotiva di quelle notti, dall’odore dei cibi e dal gusto delle bevande, dalle sensazioni termiche, qualche volta, d’inverno, piuttosto imbarazzanti, dalla musica e dalle voci, dalla luce e dalle condizioni meteorologiche esterne di una città che, là fuori, seguiva la sua tabella oraria e, prima o poi, ogni notte avrebbe inesorabilmente posto fine all’ennesima passeggiata fuori dal tempo. Una sensazione certo sempre diversa, perché diverse erano inevitabilmente le sue componenti, ma caratterizzata da un qualcosa, da un incomunicabile denominatore, da una ineffabile costante presente per questo arco di tempo. Tanti anni or sono qualcuno, per descrivere sensazioni simili, usò l’espressione di ”odore degli anni”.

Anche per Progetto Alef si chiude un periodo storico. La gran parte delle nostre iniziative e del relativo lavoro preparatorio si è svolta al Rainbow. Il nostro progetto non è da identificarsi né con l’ARCI (perché non ci identifichiamo con nessun schieramento culturale, ideologico, politico, religioso o filosofico che sia), né con il Rainbow, perché, a prescindere dai personali rapporti di conoscenza ed amicizia, già siamo stati presenti altrove ed altrove continuerà la nostra presenza, ma certamente non si può non esprimere una speciale attestazione di simpatia e di vicinanza per chi, occupandosi della gestione del locale, in passato come in questi ormai pochi ultimi giorni, ha reso possibile quanto si è cercato di sintetizzare nelle righe precedenti.

Vi diamo perciò appuntamento per sabato prossimo, 24 ottobre, per la serata di chiusura del Rainbow.